dimecres, 2 de juliol de 2008

Un Classico italiano agrario: Fontamara


Un Classico italiano agrario: Fontamara
Ignazio Silone, pubblico per la prima volta Fontamara il 1933 e dopo sono stati fatti circa di 40 edizioni in italiano ed in diverse lingue, fra loro nel catalano nelle edizioni del Arc di Berà. Ha diventato un classico della lotta dei piccoli contadini per la terra. Silone fu uno dei dirigenti del partito comunista italiano, con un fratello torturato e morto in prigione dai fascisti. Più tardi ha abbandonato il PCI per le sue divergenze con Togliatti. Si auto definisce come "un Socialista senza partito, ed un cristiano senza chiesa".
Ho letto Fontamara circa quaranta anni fa ed m’aveva entusiasmato. Ho conosciuto la zona de l’Aquila andando di Roma a Pescara, allo Adriático, in un vecchio treno di legno che sembrava piuttosto del Far West. Ora, Mario Amati, un amico italiano del Banco Alimentare que conosceva la mia passione per l'agricoltura ed i suoi romanzi – m’ha offerto questa opera prima in italiano e io ho fatto una rilettura più adulta. Innazi tutto è -giusto dire che Fontamara e una opera prima sotto tutti i punti di vista: litterario, storico e sociologico. La descrizione che fa dal rapporto fra il contadino e la terra è d'antologia:
« Fra la terra e in contadino, delle nostre parti, ma forse anche altrove. E una storia dura e seria, è come marito e moglie. È come una specia di sacramento. Non basta comprala, perché una terra sia tua. Diventa tua con gli anni, con la fatica, col sudore, con le lagrime, con i sospirir. Se hai terra, nelles notti di maltempo tu non dormi ; anche se stanco a morte, tu no riesci a dormire, perché non sai quello che sta succedendo alla tua terra ; el matino corri subito a vedere. Se un altro ti piglia la terra, magari pagandola col denaro, è sempre un po’ come se ti portase via la moglie ; e anche venduto, un pezzo di terra conserva per molto tempo il nome del vecchio padrone. »
Fontamara è un piccolo villaggio rurale e povero nella provincia dello Aquila, nello Abruzzo, vicino di Avezzano in una zona oggi qualificata di parco naturale. È situato nella parte montagnosa della valle del vecchio lago Fucino una zona marshy che è stata asciugata il 1850, frazionata e distribuita ai terratinenti per il relativo funzionamento: l’essicamento del lago canvio il clima della regione poiché il lago aveva l'effetto regolanti del freddo e del calore. Gli ulivi sono morti con i geli ed all'estate il mildew a fato i suo agosto sul gli vigneti
"Fontamara è un villagio insomma, come tanti altri, ma per chi vi nasce e cresce, il cosmo. Lintera storia universale vi si svolge : nascite morti amori odii invidie lotte disperazione . I contadini di montagna; operai, piccoli proprietari e mezzadri, scendevano lavorare per i proprietari della valle con salari di miseria ma necessari per sopravvivere”.
Se utilizzate Google earth, potrete situare le coordinate del problema, poiché la zona d'irrigazione e la zona di montagna sono perfettamente riflesse.
Il romanzo si sviluppa durante i lunghi anni dil fascismo - Mussolini è stato Duce dal 1922 fino ai 1943- gli piccoli contadini della montagna vedono deteriorare le sue condizioni di lavoro, che fa loro finalmente diventare coscienti della sua situazione. Le migliori terre dei beni feodali sono state adquistate, come in Spagna, dai borguesi, perdendo i contadini l'affitto di ciò che sono comuni e le terre della chiesa. La descrizione della società post-feudale segue il cammino del neorealismo drammatico di una società povera che coltiva terreni non irrigati di montagna, con produzioni basse e una erosione continua,
Le siccità, ed anche la lotta per l'acqua, che si adatta il nuovo terratiniente, fa agire gli contadini. Ancora una volta la lotta per l'acqua è quella che collega finalmente i contadini nella sua lotta.
Ciò che è criticabile di Silone è che la conscienciazione della sua situazione viene da esterno, azionata da uno studente militante, che non viene dal mondo rurale. I comunisti pensavano che i contadini fossero personaggi reaccionari; che non possono fare la rivoluzione e dovevano essere aiutati dagli operai della città. A Novecento, l'altro romanzo centrale italiano sulla lotta dei contadini, non ha bisogno degli studenti per collegarli.
Per ciò per quelli che hanno una vocazione agraria e sociologica. È una opera a leggere.
Jordi Peix

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